Opera Uno

Intervista con Sandra Carresi

Sandra CarresiSandra Carresi  risponde ad alcune domande sul suo libro “Le ali del pensiero” e sulla sua attività letteraria.

“Le ali del pensiero”: perché ha scelto questo titolo per il suo libro di poesie?
Il pensiero  è sempre dentro l’anima  e spazia, sia nel giorno, che nella notte. Io ho voluto fermare i miei pensieri sulla carta, affinché rimanessero fermi per il tempo che verrà. Un po’ come fermare il tempo senza farsi male.

Come nasce la poesia dal pensiero?
Il pensiero si trasforma in poesia trascinato dal fascino e dall’amore per tutto quell’immenso verso cui lo sguardo azzarda il suo respiro, e lo fa, sì per l’amore verso la vita, l’arte, il sogno, ma anche per sottrarsi alle angustie del quotidiano, alle solite immancabili salite della vita.

Qual è il suo stile poetico? Da quali elementi nasce la sua ispirazione?
Il mio stile poetico è libero e ricorre ad assonanze, e consonanze, a rime interne, cercando di rendere la poesia armonica, avvincente in un completo abbraccio tra la forma e l’imput emotivo. Per quanto riguarda l’ispirazione… direi di essere un’ottima osservatrice e ascoltatrice. So carpire con gli occhi e ascoltare il mio interno, che sono poi, le mie necessità.

Cos’è per lei la poesia? Come riesce a conciliarla con le esigenze e gli imprevisti della vita quotidiana?
Per me, la poesia è terapia. È semplicemente un’arma bianca. Ne ho bisogno per vivere il quotidiano, per esternare gioie e sofferenze, trovando poi, in seguito, la forza necessaria per ogni soluzione. Riesco a conciliarla con gli impegni quotidiani, magari anche girando col mestolo un minestrone, perché il mio pensiero è costante, in ascolto dentro, con l’osservazione fuori, sia sulla natura, con i miei simili, con gli animali che adoro. Potrei scrivere poesie anche sui sassi o sulle passeggiate in compagnia del mio cane, sui volti conosciuti o quelli di passaggio… quando mi siedo al pc ho già in mente il mio pensiero.

Cosa sa cogliere in più l’occhio del poeta, che altri non sanno individuare?
Il poeta sa cogliere di più di altra persona, perché “sa ascoltare l’oltre” sia con la fantasia sia con l’anima. Probabilmente è una questione di sensibilità maggiore o, semplicemente, di allenamento.

Si dice che i poeti abbiano “la testa tra le nuvole”: secondo lei c’è un fondo di verità in questa affermazione?
Non sono d’accordo sulla frase, per me scontata: poeta – testa fra le nuvole. Il poeta non si limita a parlare di sole, luna, stelle. Egli possiede, a mio avviso, una buona conoscenza di se stesso, di ciò che lo circonda, ed esterna appunto, sì, la gioia di una serata stellata, ma va anche oltre quelli che sono i problemi, le angosce, i mali di un mondo che non è affatto come noi vorremmo. Non dà certo ricette risolutive, ma ne parla e pone la discussione anche se in chiave poetica. Il poeta cerca di capire, intendere tutto quel patrimonio che alimenta la vita, traendo magari, aspetti positivi del vivere.

Pensa che il mondo sarebbe migliore se tutti fossero poeti?
No, non penso che il mondo sarebbe migliore se tutti fossimo poeti. Ognuno deve fare la sua parte e al meglio, ciò per cui è portato. Penso, tuttavia, che il mondo dovrebbe avvicinarsi di più alla lettura, alla poesia stessa, come specchio di vita e riflessione interna.

La poesia coltivata come passione, nel leggerla o nel comporla, può aiutare a vivere meglio?
La poesia, sicuramente, almeno a mio avviso, aiuta a vivere meglio, perché è un raccontarsi allo specchio, è mettere a nudo l’anima, non sentirsi solo, avere una buona conoscenza dell’Io per fronteggiare, poi, la passerella della vita.

Secondo lei Internet è un buon mezzo per diffondere la poesia?
Internet è sicuramente un  ottimo mezzo di diffusione per farsi conoscere, per condividere con altri il proprio pensiero vestito di gioie, speranze e angosce. La poesia è un vestito che può tornare bene a molti. Tuttavia, recitarla dal vivo trasmette altre sensazioni ed emozioni.

A quali generi di lettori si rivolge? Cosa offre ai lettori dei suoi versi? Intende trasmettere dei messaggi?
Le mie poesie sono rivolte a più generazioni. La poesia non si spiega. Se arriva, hai emozionato. Qualcuno si è ritrovato e… questo è il massimo che si può ricevere. Come messaggio, vorrei infondere la speranza, sempre, la determinazione e la combattività per ogni respiro vitale. Ogni ostacolo, ogni percorso faticoso e difficile contiene per tutti quella cima dove si riprende a sognare, a volare, e quella luce, anche se fioca, può regalare quell’alba per ripartire a vita nuova. Il mio, che sia un volo di tortora o di aquila, graffiante o bagnato dalla pioggia battente, vuole essere l’opportunità di rielaborare dolori e curare ferite inferte dalla vita, mantenendo la speranza e la positività di raccogliere entusiasmo e trasmetterlo al lettore in un linguaggio agevole, fresco e immediato, scegliendo, sempre, la Vita.

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Opera Uno. Rassegna di autori, libri e creatività letteraria

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