Opera Uno

Lara Repetto

Lara RepettoLara Repetto, scrittrice, è nata a Milano. Questa la sua autopresentazione:

Sono la prima e unica figlia di una coppia di genitori tanto impulsivi quanto divertenti e affettuosi. Il destino ha scelto che mettessero al mondo solo me lasciandomi con la curiosità e spesso con il rimpianto di non aver assaporato la sfumatura dell’affetto che si prova e si riceve da un fratello o da una sorella.

Il precoce e casuale ingresso nel mondo del lavoro a soli diciannove anni ha fatto sì che, nonostante la maturità classica, il mio iter di studi non si concludesse con l’immancabile laurea. La facoltà di Lettere, alla quale mi sono iscritta con i più buoni propositi, mi ha sedotta solo per un breve periodo.

Negli ultimi quindici anni ho lavorato nei settori più disparati (dalle spedizioni internazionali alla pubblicità) ma sempre nell’ambito del servizio clienti. Dal 2003 sono account nel mondo del brokeraggio assicurativo. È un ruolo che non lascia spazio alla noia anche se molto distante dalle mie grandi passioni, prima fra tutte il teatro.

Per diversi anni ho recitato in compagnie di dilettanti, più o meno allo sbaraglio. Il palcoscenico, anche se spesso piccolo e scalcinato, mi ha regalato alcune delle più grandi soddisfazioni della mia vita. Non tanto per le mie performance quanto per la gioia di essere riuscita a vincere la paura di salirci sopra.

Ho vissuto a Milano fino all’età di 28 anni. Nel 2005 l’amore per Marco ha prevalso su quello che ho sempre incondizionatamente nutrito per la mia città. Mi sono sposata e mi sono trasferita a Solaro, un paesino a nord di Milano. Da allora sono una pendolare delle Ferrovie Nord.

Desidero scrivere un libro da quando andavo al liceo ma ho sempre pensato che, almeno il primo della vita, lo si debba scrivere di getto, senza intervalli obbligati e senza compromessi con la quotidianità che ti ingloba. Ho sempre creduto che lo si debba scrivere con la mano guidata dall’emozione. E l’emozione, si sa, ha regole e tempi diversi dalla ragione e dal buonsenso. L’emozione non ha regole e non ha tempi, non conosce gli impegni, non conosce i bisogni, a volte nemmeno quelli essenziali come il sonno e la fame. Così per tutti questi anni, i libri, ho preferito solo leggerli e sono quasi sempre riuscita a respirarli tutti di un fiato per non perdere il filo della suggestione emotiva.

C’è un detto cinese secondo cui per avere una vita piena un uomo deve fare almeno tre cose: piantare un albero, scrivere un libro ed educare un figlio. Il destino ha voluto che io riuscissi a fare una di queste tre cose proprio grazie al germoglio di una delle altre due: a giugno 2007 è nato il mio primo bambino e una forzata maternità anticipata mi ha “regalato” inaspettati mesi di inattività. Ed è così che ho scritto il mio primo romanzo, con l’urgenza di chi scrive scoprendo giorno dopo giorno, notte dopo notte, la storia che racconta, con i soli tempi e le sole regole della nuova vita che mi stava crescendo dentro.

Solo che, contro qualsiasi logica dell’istintività, non ho raccontato del miracolo di questo esserino che mi ha fatto stare male per quattro mesi e poi mi ha tenuto compagnia con i suoi colpetti leggeri, con il suo singhiozzo, con le sue giravolte discrete. Ho raccontato una storia che non mi appartiene, ho raccontato la storia di due persone che non potranno mai vivere questo miracolo, ho raccontato l’amore di due ragazzi omosessuali, ho raccontato la loro adorazione che non conosce limiti. E mentre la raccontavo scoprivo che, se anche questa storia non faceva parte della mia vita, faceva parte dei miei sogni e forse dei sogni di tutti. Il sogno di vivere un amore ideale, un amore per cui vivi e che vive per te ma anche un amore per cui saresti disposto a vivere senza ricevere nulla in cambio. Ed è così che è nato “Un amore in ginocchio”.

Un giorno mio marito mi ha chiesto perché avessi scelto una storia così distante da me, perché non avessi raccontato di noi, dell’amore che viviamo, che mi ha emozionato e continua ad emozionarmi. Ho risposto di non averlo fato perché il nostro è un amore bellissimo che mi sorprende ogni giorno ma che fino ad oggi è stato un amore facile, un amore senza ostacoli, un amore senza difficoltà. E io ho avuto bisogno di raccontare di chi, a differenza nostra, ha dovuto difendere il suo amore con le unghie.

Dicono che un figlio si cominci ad educarlo da subito. O a diseducarlo, questo dipende dai punti di vista e dai genitori! In ogni caso per i cinesi ho perlomeno iniziato due delle cose che riempiono la vita. Adesso mi sono ripromessa di fare anche l’ultima delle tre. Ma ho deciso che per il momento pianterò un albero solo se realizzerò il sogno di vedere pubblicata la storia che ho scritto. Solo se potrò vedere il titolo del mio romanzo su quella carta di libro nuovo che tante volte ho odorato, su quella carta di libro nuovo che sa di buono.

Con il suo romanzo “Un amore in ginocchio” Lara Repetto si è classificata tra i finalisti del concorso Opera Uno.

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Opera Uno. Rassegna di autori, libri e creatività letteraria

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