Opera Uno

Cristina Parente

Cristina ParenteCristina Parente è laureata in Lingue e Letterature Straniere e Moderne. Lavora come bibliotecaria nella biblioteca civica di Recco, città dove vive.

Inizia a scrivere poesie attorno ai vent’anni per un naturale bisogno di fissare le proprie emozioni su pezzi di carta. In seguito sarà la composizione al computer il mezzo migliore per esprimersi. Nel lungo percorso poetico iniziato negli anni Ottanta, quando comincia a partecipare a diversi concorsi di poesia e di racconti, l’autrice vede pubblicate le sue composizioni in numerose antologie.
Ottiene vari riconoscimenti in concorsi letterari e viene premiata anche per la sua tesi di laurea.

Oltre alla poesia, ama la scrittura in generale, e fin da piccola ha sempre disegnato e dipinto. Autodidatta, ha partecipato a diverse personali e collettive in Liguria. La pittura le ha regalato la Segnalazione di merito per l’opera “Venere rivisitata” (dipinto su ardesia) al “Premio per la Pace” nel 1998. Altre passioni: il cinema, il teatro, la fotografia, la cucina, gli animali, in particolare i gatti.

Ha pubblicato i seguenti lbri di poesie: “Ritratti poetici” (1997), “La vita oltre le nuvole” (2010), “Tra le vertigini dei miei sogni” (2011).

La sua raccota di poesie “Nell’anima una voce“, classificatasi al quarto posto nel concorso letterario Opera Uno 2011, è stata pubblicata in edizione e-book.

Nel mese di Aprile 2013 è stato pubblicato il suo romanzo “Il rovescio dell’anima” in edizione e-book.

Così Cristina Parente parla della sua attività letteraria:

Nel mio lungo percorso di poetessa ho spesso variato stile, linguaggio e tema poetico. Inizialmente i miei versi riflettevano i miei pensieri, le mie sensazioni e le mie emozioni ma in seguito, mi sono rivolta all’esterno, sono passata da una poesia autoreferenziale e intimistica a una poesia più aperta al mondo, alla società, ai drammi e alle gioie comuni. È cambiato lo stile, che è diventato più libero, senza schematismi, con poche rime, quasi senza punteggiatura, per arrivare ai versi attuali in cui non esiste capo lettera, i versi si sono allungati, quasi a estendersi per cercare un respiro, al di là del verso, a differenza del verso breve di alcuni componimenti. Scrivere per me è un bisogno impellente di comunicare la mia spesso intricata vita interiore, e scrivere poesie, in particolare, è dare voce all’anima, dare un nome alle emozioni, fissarle sul foglio bianco per dargli un senso compiuto che resista allo scorrere del tempo e che possa di continuo rinnovarsi, come si rinnova la vita.
Scrivo spesso di getto, partendo da una sensazione, un’immagine, un titolo, spesso appare prima il titolo e da lì la poesia divampa, come un incendio che scoppia dentro la mia anima, un’energia che mi conduce in mondi sommersi, nel buio dell’inconscio, e diventa scrittura “automatica”, quasi in una sorta di trance. È un’esperienza illuminante e rigeneratrice, senza la poesia non potrei dare espressione a me stessa, al mio sentire, così come con la pittura o con la fotografia. Sono nata con un grande dono e spero che mi accompagni durante tutta la mia vita.

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Opera Uno. Rassegna di autori, libri e creatività letteraria

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