Opera Uno

Cristina Parente

Cristina Parente è nata a La Spezia e vive a Recco, dove lavora da diversi anni come bibliotecaria.

Amante del disegno in tenera età, ha sempre alternato scrittura e pittura. Ha iniziato a scrivere poesie prima dei vent’anni, ricevendo importanti premi e riconoscimenti, scrive su giornali locali e dipinge, prevalentemente su ardesia. Molte le collettive e le personali in Liguria.

Animo profondamente sensibile, esprime nell’arte ogni suo turbamento, e si dedica con passione alla fotografia, alla cucina, all’oggettistica. Non potrebbe vivere senza il mare, i gatti e le emozioni.

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Moderne con la tesi “La concezione della donna in Dante Alighieri e in D. G. Rossetti“, classificatasi al terzo posto al Premio “Città di Torino” nel 1998, ha visto pubblicati tre libri di poesie (“Ritratti poetici“, 1997; “La vita oltre le nuvole“, 2010; “Tra le vertigini dei miei sogni“, 2011) ed è presente con la raccolta “Urla la vita” nell’opera di Autori Vari “Stagioni poetiche“, 2012). Sua la silloge poetica “Nell’anima una voce” classificatasi al quarto posto nel concorso Opera Uno 2011.

Ha collaborato a due testi musicali del gruppo The Black Roses, uno dei quali, “Angeli del fango“, dedicato a scopo benefico all’alluvione di Genova del 2011.

Il rovescio dell’anima” è il suo primo romanzo (2013, nuova edizione 2015), cui fa seguito “L’imperfezione del cerchio” (2015), classificatosi al secondo posto nel Concorso di Creatività Letteraria 2018.

È presente su Facebook all’indirizzo: https://www.facebook.com/cri.parente .

Così Cristina Parente parla della sua attività letteraria, riferendosi in particolare alle sue esperienze nel campo della Poesia:

Nel mio lungo percorso di poetessa ho spesso variato stile, linguaggio e tema poetico. Inizialmente i miei versi riflettevano i miei pensieri, le mie sensazioni e le mie emozioni ma in seguito, mi sono rivolta all’esterno, sono passata da una poesia autoreferenziale e intimistica a una poesia più aperta al mondo, alla società, ai drammi e alle gioie comuni. È cambiato lo stile, che è diventato più libero, senza schematismi, con poche rime, quasi senza punteggiatura, per arrivare ai versi attuali in cui non esiste capo lettera, i versi si sono allungati, quasi a estendersi per cercare un respiro, al di là del verso, a differenza del verso breve di alcuni componimenti. Scrivere per me è un bisogno impellente di comunicare la mia spesso intricata vita interiore, e scrivere poesie, in particolare, è dare voce all’anima, dare un nome alle emozioni, fissarle sul foglio bianco per dargli un senso compiuto che resista allo scorrere del tempo e che possa di continuo rinnovarsi, come si rinnova la vita.
Scrivo spesso di getto, partendo da una sensazione, un’immagine, un titolo, spesso appare prima il titolo e da lì la poesia divampa, come un incendio che scoppia dentro la mia anima, un’energia che mi conduce in mondi sommersi, nel buio dell’inconscio, e diventa scrittura “automatica”, quasi in una sorta di trance. È un’esperienza illuminante e rigeneratrice, senza la poesia non potrei dare espressione a me stessa, al mio sentire, così come con la pittura o con la fotografia. Sono nata con un grande dono e spero che mi accompagni durante tutta la mia vita.

Di Cristina parente Opera Uno propone un’intervista e la presentazione del libro “L’imperfezione del cerchio“.

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