Opera Uno

Cecilia Piovanelli

Cecilia PiovanelliCecilia Piovanelli, poetessa, è nata nel 1957 e vive a Firenze con suo marito e sua figlia.

Si è laureata in Lettere moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze con una tesi sul teatro di Massimo Bontempelli ed è abilitata all’insegnamento di italiano, storia e geografia per le scuole medie.
Per qualche anno ha girovagato per le scuole della provincia, poi ha vinto un concorso presso l’Università ove si era laureata e adesso lavora, ormai da 25 anni, presso il Dipartimento di Studi storici e geografici come responsabile del settore didattico e scientifico.

Ha partecipato a diversi concorsi letterari di poesia e ha vinto alcuni premi. Ha pubblicato un libro di poesie nel 1989 dal titolo “Fili d’erba”. Nella raccolta “Piedi polverosi”, finalista al concorso Opera Uno 2011, ha messo insieme i migliori componimenti degli anni successivi, e per la prima volta l’ha presentata ad un concorso; ha però pubblicato numerose di queste poesie su riviste e antologie.

Ha cominciato a scrivere da ragazzina, quando, tra le sue molte letture, ha scoperto Gianni Rodari e così ha provato a raccontare favole per bambini; molti anni dopo ha vinto un premio in un concorso con la storia “Cappelli vagabondi”. Poi è passata alla poesia, che da sfogo giovanile è diventato con gli anni esigenza di vita.

Unisce alla scrittura la passione per la pittura e la fotografia. Ha partecipato a diverse mostre di pittura collettive e allestito una decina di personali a Firenze e dintorni; ha vinto qualche premio anche con la pittura.

Così Cecilia Piovanelli parla delle sue passioni:

Scrivere poesie e dipingere, quando posso, è il mio modo di ritagliare finestre sulla vita di ogni giorno. Finestre sulle luci, i profumi, i movimenti delle colline toscane, del mare, del cielo; finestre sulle sensazioni, sulle emozioni date dagli occhioni neri di mia figlia, dal sorriso di un volto, dallla vivacità di un’ombra che si muove dietro ad una figura. Finestre che apro attraverso uno sguardo, cogliendo una vibrazione dell’animo e che diventano rivelazione di un improvviso desiderio di esprimere la mia voce. Scrivere diventa per me fare mia la vita, osservandola e penetrandovi dentro dal mio cantuccio, per ritagliare dal grandangolo della realtà, un particolare, il mio particolare.  
Nella mia giornata, inconsapevolmente vado alla scoperta di un attimo, un angolo, un’atmosfera e dal tranquillo vivere quotidiano anche il più banale, talvolta mi scopro a suggellare un’intuizione, a rimarcare un gesto usuale, a svelare un sogno nascosto, a far affiorare un sentimento custodito nell’intimo del mio animo. Raccolgo tutto nel mio zainetto e lo porto un po’ per volta sulla carta per fissarlo in un colore, un segno, uno scatto fotografico, un verso. Così, semplicemente, lo propongo a chi si trova, per scelta, per caso o per forza di cose vicino a me. E sinceramente penso di essere davvero fortunata.

Opera Uno

Opera Uno. Rassegna di autori, libri e creatività letteraria

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